Da Il Sole 24 ore, 7/12/2012 - La legislatura si era aperta nel segno delle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, con il tentativo per certi versi generoso di stralciare la rete dei rapporti fra enti locali e società in house che gestiscono attività di grande impatto economico con logiche spesso diverse da quelle del mercato.
Assume anche un valore simbolico, quindi, il fatto che mentre i venti burrascosi delle urne in arrivo soffiano sul Parlamento, cada definitivamente l'ultimo vincolo forte all'in house, che dal 2014 avrebbe impedito gli affidamenti diretti quando il valore del servizio supera i 200mila euro annui.
Il tetto era appena stato riscritto dal Governo nel decreto legge di luglio sulla revisione di spesa, ma sarebbe stato a forte rischio di ricorsi regionali perché riproduceva una norma analoga prevista dalla manovra-bis del luglio 2011, ma cancellata dalla Consulta per effetto sui referendum sull'«acqua pubblica». Già, perché il generoso sforzo iniziale è stato subito bersagliato dagli ostacoli: la melina all'interno della vecchia maggioranza, soprattutto da parte della Lega, ha impantanato i decreti attuativi e infilato le prime proroghe, poi i referendum intitolati all'acqua pubblica ma in realtà rivolti a tutti i servizi locali hanno cancellato tutto l'impianto liberalizzatore, costringendo la Corte costituzionale a fermare le norme successive troppo uguali a quelle appena abrogate a colpi di «sì». Il risultato finale è quello di troppe riforme italiane: anni di scontri e incertezze normative, vere nemiche dell'attività d'impresa, lo slancio liberalizzatore è stato cancellato del tutto, e le in house potranno avere vita ancora più facile rispetto a quando i tentativi di limitarle sono stati avviati.
Appello al dialogo in Val di Susa
Leggi L'elenco dei sottoscrittoriAPPELLO: IN VAL SUSA UN DIALOGO È POSSIBILE E NECESSARIODopo mesi in cui la politica ha omesso il confronto e il dialogo necessari con la popolazione della valle, la situazione di tensione in Val Susa ha raggiunto il livello di guardia, con una contrapposizione che sta provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni, nella vita e nella economia dell’intera valle. Ad esserne coinvolti sono, in diversa misura, tutti coloro che stanno sul territorio: manifestanti e attivisti, forze dell’ordine, popolazione. Lettera Monti di Angelo Tartaglia - Espulso dall'Osservatorio perché criticoIllustrissimo Sig. Presidente del Consiglio, ho ascoltato e poi letto le sue dichiarazioni riguardo al Tav e vorrei provare a scriverle pubblicamente, come pubbliche sono state le sue parole. Io sono stato membro dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione fino alla fine del 2009. Dopo tale data il governo decise di escludere dall'Osservatorio le amministrazioni comunali che non dichiarassero a priori di accettare l'opera. Fino ad allora l'Osservatorio aveva raccolto una considerevole mole di documentazione, valsa tra l'altro a sfatare la leggenda dell'imminente saturazione della linea storica, ma non aveva mai discusso l'utilità e la rilevanza economica della nuova ferrovia. La motivazione addotta allora dal presidente dell'Osservatorio per questa mancata discussione era che l'analisi costi-benefici sarebbe stata fatta in seguito, in presenza di una progetto esecutivo. |
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